
Alcune notizie richiedono per sè il titolo di "Breaking News", le edizioni speciali, quelle che fanno alzare la testa dal piatto. Fabio ha lasciato il gruppo. Troppi chilometri per venire a suonare, troppi concerti con poche soddisfazioni, troppo pochi soldi intascati (o non intascati) nei concerti per poter avere ancora voglia di suonare. Le condizioni sono semplici: 1) noi e noi 2) noi e gli altri 3) noi e il denaro. In un gruppo si puo stare se almeno ad una di queste situazioni si risponde in maniera entusiastica e soddisfatta, del tipo: vado d'accordissimo con gli altri elementi del gruppo, siamo fortemente amici ed insieme superiamo ogni avversità. Oppure: i concerti del gruppo sono sempre degli happenings senza precedenti, centinaia di persone che ballano e cantano con noi fino allo sfinimento. Oppure, ultimo caso, i miei compari di gruppo sono delle carogne ed il pubblico è un bell'assortimento di zombies, tuttavia prendo un sacco di soldi per suonare. Ecco, se almeno una cosa dà dei risultati allora si può continuare. Nel caso di Fabio probabilmente non c'erano più risposte positive, comprensibilmente, ed allora ha scelto un'altra strada, quella del non immolarsi più, quella di tenere la chitarra dentro la custodia e far tornare la musica ad essere espressione artistica prima che spettacolo. Sabato sera abbiamo suonato a Castellamonte, forse per l'ultima volta insieme, non c'è stato molto da dire, nessun lungo addio, in ogni caso è già stato decretato un sostituto da parte di Andrea e Simone, che ormai stanno guidando il gruppo metà per ciascuno. Eppure mi spiace molto per l'abbandono di Fabio; egli è un ottimo musicista ed è soprattutto una bella persona, di quelle che ragionano. Ed è rimasto a suonare con noi per lungo tempo, nonostante le due ore di strada all'andata ed altrettante al ritorno ogni volta che si provava, ha suonato ai concerti anche col padre in ospedale sperando che non arrivassero brutte notizie, non ha mai preteso nulla, riusciva anche a rimanere umile durante gli assoli, quando qualcuno si alzava dal tavolino e veniva vicino al palco per vedere meglio chi stava suonando. Non sono contento di questo nuovo cambiamento, ecco, e non ne ho fatto mistero, così come non ho fatto mistero del fatto che sono stanco anche io dei concerti in birrerie gelide e semideserte, dello stare al gioco porco e perverso di alcuni gestori che aprofittano dell'altrui pazienza, del suonare per l'ennesima volta i Deep Purple. Io sarò un inguaribile pessimista, ma penso che questa fase sia l'inizio di una discesa, anche se gli altri due sono di parere opposto. Faremo ancora concerti, il CD verrà distribuito e sarà uno schianto, suoneremo sempre meglio, magari faremo cose incredibili. Io non lo so se questo capiterà, magari sì, me lo auguro visto che queste speranze hanno preso il sopravvento su tutto il resto, ma per me il gruppo non è solo un insieme di persone che suonano uno strumento. Per me è uno spirito, una condivisione, una difficilissima armonia. E per quanto mi riguarda, mi spiace dirlo, ora questo spirito è finito. Il concerto a Castellamonte? Normale, come gli altri cento che abbiamo fatto, come

da due anni a questa parte, con i pochi amici affezionati, la birra prima, durante e dopo e quel senso aver buttato via ancora un po' di tempo...
1 commento:
capisco l'amarezza che provi però inizi già a gufare e non va bene
parlerà il tempo...
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