Capita così, un mattino mentre sei al lavoro ti arriva un SMS da un amico che ti chiede se con la tua band puoi andare a fare un concerto il giorno dopo perchè lui ed il suo gruppo sono impossibilitati a farlo e la data è fissata. Conosco il locale, non è lontano da dove abito io, lui poi è un buon amico di quelli a cui i favori vanno fatti e anche se l'ingaggio non corrisponde al nostro target abituale acconsentiamo. Racimolo telefonicamente i Bizzarri, sotto l'occhio non troppo soddisfatto del mio capoufficio e convoco il gestore del locale per un rapido meeting la sera stessa. Si parla, mi offre una birra, non ci conosce, ma si fida sulla parola e la data è presa, anche se in cuor mio so che il paese è piccolo, la gente non risponde comunque a queste sollecitazioni e in ogni caso è quasi tutta via in vacanza. Comunque un concerto in più va bene, serve ad affilare un'ultima volta le unghie prima del letargo di Agosto, così eccoci puntuali intorno alle diciannove e trenta, non abbiamo nemmeno scaricato gli strumenti dalle macchine ieri sera e le custodie sono arroventate dal lungo pomeriggio sotto il sole. Dobbiamo iniziare a suonare presto, pare che qui alle nove ci sia già affluenza. Proviamo tutto come al solito, antico rito che si ripropone ogni volta, prima gli strumenti, poi la voce, poi i cori. Sentiamo subito tutti quelle che chiamiamo bad vibrations, perplessità. Suoniamo in un dehor, divisi dal pubblico per mezzo di un rigoglioso muro vegetale, ma non ci facciamo spaventare, siamo abituati a suonare dietro muri di vari spessori, materiali e altezze, anche quando non li si vede. Non abbiamo tempo per truccarci, cerchiamo di compiacere il gestore sempre in funzione del fatto che facciamo ciò che stiamo facendo per favore ed iniziamo a suonare presto. Gente poca, come sempre, ci sbattiamo, è un tentativo continuo di lanciare messaggi alla platea la quale ostenta un'indifferenza da primato. Suoniamo e anche bene, nonostante tutto, non saremo delle divinità, anzi, ma siamo onesti, non facciamo mai uno spettacolo tanto per fare. Dietro ogni brano ci sono chilometri e prove, poi ancora prove e riprove, scelta dei suoni, degli arrangiamenti, si litiga, si propone fino a quando ci pare sia soddisfacente. Cerchiamo sempre di inserire materiale nuovo, abbiamo decine di brani che non suoniamo più, ogni settimana infiliamo qualcosa di nuovo nella scaletta e non assecondiamo solo i nostri gusti. Per quanto mi piacerebbe suonare qualcosa dei King Crimson o dei Jethro Tull, tutti ci adattiamo a suonare brani che ci piacciono, ma che siano anche conosciuti dal grande pubblico eppure nonostante questo nulla si muove. Inizialmente può essere frustrante, dopo fa solo incazzare. Due ore e mezza, come sempre, salutiamo (il poco pubblico presente nemmeno volta la testa o dà segni di anche un minimo applauso) e smontiamo. Via di qui, subito. Lo sapevamo a cosa andavamo incontro e comunque tanto sbattersi, preoccuparsi, truccarsi, buttare soldi e tempo per qualcuno che nemmeno si accorge che hai passato la serata a suonare cercando di divertirlo. Pazienza, noi ricominceremo
comunque a Settembre. Speriamo che quelli che ci vengono a sentire continuino a divertirsi, per quanto ci riguarda gli altri possono pure starsene tappati in casa ad ascoltare la radio o a leggere un libro (se ne hanno). Noi non piangeremo certo per questo. Buone Vacanze a tutti!
08/08/07
27 Luglio 2007 Concerto a Bairo
Pubblicato da
M@uz
alle
02:27
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