Non ho mai sottovalutato l'importanza dei sogni, non quelli ad occhi aperti, beninteso, bensì quelli che in alcune notti si presentano con una coerenza di situazioni ed una nitidità quantomeno allarmante. Mi piace pensare che siano porte aperte attraverso le quali, per una volta tanto, poter sbirciare piantandola finalmente di interrogarci su quali sarebbero stati gli sviluppi se avessimo imboccato sentieri diversi ai vari bivi che ci si sono presentati. Il prezzo da pagare è che poi per tutto il giorno ti girano in testa fino a quando non andrai a dormire nuovamente resettando così la memoria fisica e probabilmente anche quella onirica. Oggi è un giorno di quelli, reduce dalla somma gioia che ieri sera mi han dato le prove della band che, nonostante digiuna di concerti da un tempo insolitamente lungo, è andata ad arrampicarsi nientemeno che su un brano degli Yes con risultati più che apprezzabili, se consideriamo che gli Yes nel loro genere non sono proprio gli ultimi arrivati. Ho passato le due ultime ore del mattino prima della sveglia dormendo, naturalmente, ma camminando nel frattempo minuto per minuto nel labirinto grigio di una grande città umida e sconosciuta, rincorrendo una vita che non era la mia, attraverso una tortuosità di situazioni cha avrebbero anche potuto essere piacevoli, se non fossero state da incubo. Come sempre succede in questi casi, quando mi sono sollevato, invitato non troppo gentilmente dal rumore cammuffato da melodia che ogni giorno mi chiama all'appello, non sapevo bene se esserne felice oppure no. Uscendo ho visto il cielo che il servizio meteo promette vacanziero e luminoso, ma che a quest'ora del mattino si sta ancora stiracchiando ed è sempre grigio uguale e al pigiare il tasto di accensione sull'autoradio è partito, chissà come mai si trovava lì,
un brano dei Beatles, per l'esattezza "While my guitar gently weeps". A volte un brano o un profumo sembrano messi lì apposta perchè devono essere la colonna sonora di quel momento, sembra non esistano per altro scopo. E solo allora ho capito che alcune città grigie, umide e sconosciute dovrebbero dormire. Per sempre.
un brano dei Beatles, per l'esattezza "While my guitar gently weeps". A volte un brano o un profumo sembrano messi lì apposta perchè devono essere la colonna sonora di quel momento, sembra non esistano per altro scopo. E solo allora ho capito che alcune città grigie, umide e sconosciute dovrebbero dormire. Per sempre.

4 commenti:
". E solo allora ho capito che alcune città grigie, umide e sconosciute dovrebbero dormire. Per sempre."
pazzo
assassino
non dirlo mai più
: P
Non ho detto tutte le città umide e grigie, ho detto solo alcune e solo per alcuni motivi. Inoltre dormire non è come sparire. Credi a me Frank, a volte c'è talmente tanta pioggia da respirare che tutto il fiato non basta.
Ciao M@uz
leggo sempre con piacere i tuoi commenti sul mio blog.
Che bello, tieni ancora una scatola con tutte le lettere ricevute!
Anch'io ho trovato lettere ancora imbustate di gente di cui nn ricordo ne il nome ne la faccia. Ma ho deciso di eliminarle. Alcune rileggendole mi hanno fatto sorridere, altre mi han fatto venire un pò di malinconia.
Così mi chiedevo quante persone conservano ancora le mie lettere, le mie foto da qualche parte in fondo a un cassetto dimenticato o dentro uno scatolone pieno di ricordi passati...
Io il passato preferisco lasciarlo alle spalle e, se posso, chiudo anche la porta!
Ogni giorno è buono per ricominciare tutto da capo. E adesso mi sento rinascere...
un bacione
People should read this.
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