29/10/06

27 Ottobre 2006 Concerto a Sparone


Una volta sostenevo che il modo migliore per terminare una settimana era quello di fare un concerto. Ci sono serate in cui resto fermamente di quest'opinione e questa serata di musica in quel di Sparone è una di queste. Barrico il passaggio a tutti i casini che mi inseguono da lunedì e mi preparo perchè capita raramente di essere carichi quanto basta per suonare fino allo stremo. Fortunatamente il locale non apre prestissimo, per cui niente corse, ho il tempo di fare qualche commissione, passare in fumetteria e godermi il resto del pomeriggio prima di passare al solito rituale: caricamento nell'ordine di grancassa, timpano, due toms, borsa di aste e meccaniche, rullante, piatti, borsa delle bacchette, sgabello. Il modo in cui una batteria si incastra come un diabolico tetris nel bagagliaio di un'auto spesso è frutto dell'esperienza di anni ed anni passati a provare tutti gli incastri possibili per effettuare un trasporto confortevole e silenzioso, dopo anni di tump-clangclang-wooosh-craack causati dal franare dei vari pezzi ad ogni curva o ad ogni frenata. Quando ho dovuto imparare ad ottimizzare lo spazio mi occupavo principalmente di rock progressivo e trasportavo una bestiolina di diciassette pezzi (cassa, rullante, 4 toms, 2 timpani, 3 rototoms, 2 piatti crash, 2 piatti ride, 1 piatto splash, 1 piatto china e relativi supporti) nel baule di una Dyane che si chiamava Morticia. Che ridere quando ritornando dopo un concerto mi si è bucata una gomma ed ho scoperto di aver lasciato il cric sotto tutta l'attrezzatura... Ora con un set ridotto al minimo mi pare di essere un signore, in cinque minuti netti riesco a caricare tutto. Parto da casa che è già buio, a destinazione nessuno. Fumo una waiting-cigarette, quelle che si fumano quando aspetti qualcuno. Nessuno e fa pure freddino, c'è una brezza per niente temperata, così risalgo in auto e mi abbiocco. Una ventina di minuti più tardi arrivano gli altri, alcune cose bisogna tornare a prenderle perchè Fabio si è accorto che la sua auto sputava fumo e fiamme peggio di un drago cinese così l'ha abbandonata e bisogna fare due giri con quella di Simone, che comunque pure lei ha un'affidabilità del tutto personale. Normale comunque, le nostre esibizioni sono sempre colonna sonora di problemi meccanici, niente da stupirsi. Montiamo l'attrezzatura, inghiottiamo un hamburger e alle 23:30 iniziamo, come al solito senza nemmeno aver fatto i suoni. Per fortuna si sente tutto abbastanza bene, il locale è affollato e dalle scale che portano ad un secondo piano off-limit per i clienti, scende in abiti succint-show tal Stefania, ballerina che allieterà i presenti (come se il casino che facciamo noi non bastasse) dimenandosi ed ammiccando, insomma, facendo tutte quelle cose che succedono nei localacci yankee della Route 66 (pubblicità occulta, se ci chiami a suonare sei a Sparone e credi di essere a Santa Monica). Prima del concerto ci ha rivelato che il rock le piace solo cosìcosì. Peccato, vero che ti pagano, ma dev'essere brutto ballare su una musica che non ti piace. Oddio, non è che devi essere Carla Fracci per ballare su un bancone, però ad esempio io trovo insopportabile il latino americano se l'ascolto si protrae oltre i sei minuti e zeronove secondi. Figurati se ci devo pure ballare su. Comunque facciamo tutta la nostra scaletta come si deve, un paio di toppe, ma chissenefrega. Il pubblico non stramazza di gioia, ma da queste parti è così, se non se ne vanno e stanno a guardarti vuol dire che gli piace. Altrimenti se ne andrebbero. Fabio ha portato un Mostro-Mesa-Boogie che fa casino già col volume a zero, ci abbiamo dato dentro come forsennati, bello, avevo voglia di suonare. Solo verso la fine il palco si scalda un po' per un piccolo attrito interno alla band, prontamente risolto da una richiesta di bis. Tutti a casa, l'ora è semplicemente vergognosa. Il tempo di tirare il fiato fino a martedì e poi via a suonare ad una festa di Halloween. Grandi sorprese in serbo, credo che suoneremo truccati e lì ci sarà davvero bisboccia... Mi piace, non credo che smetterò molto facilmente...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

sono contento per te che hai trovato un gruppo dove suonare e degli amici con cui ti trovi bene, nel canavese non tutti ci riescono

M@uz ha detto...

Vero, sono fortunato. E' difficile trovare gente con cui suonare ed è ancor più difficile trovare amici. Se poi riesci a suonare, condividere gli stessi chilometri, gli stessi obiettivi e gli stessi concerti con belle persone, allora unisci le due cose ed è proprio il massimo. E credimi: il Canavese non fa eccezione, è come il resto del mondo: l'amicizia bisogna coltivarla, l'odio invece cresce spontaneo...

Trini! ha detto...

complimenti ragazzi, io c'ero :)
continuate così!

M@uz ha detto...

Grazie per i complimenti e per essere partito dalla brulla Castrum Ad Montem per capitare dalle nostre parti... (ma siamo pure concittadini?!?!?). Tieni d'occhio le date, magari ci si rivede !!!
M@uz