
Pomeriggio. 11 Settembre 2001. Sono appena uscito da un supermercato della zona, c'è il sole, infilo le borse nel baule della mia vecchia Uno, ci salgo e accendo la radio, per una volta, niente musicassette, chissà perchè, oggi voglio ascoltare la radio. Concitata ne esce la voce di uno speaker, fatico a mettere a fuoco, come se stessi guardando qualcosa di lontano sotto il sole, un tramestìo di parole confuse. Pare che un aereo sia precipitato sulla Casa Bianca. Altre voci, le notizie si rincorrono via etere, finchè trovano concordìa nell'affermare che due aerei si sono schiantati volontariamente sulle Twin Towers seguiti da un'altro sul Pentagono e si parla anche di un quarto aereo abbattuto prima che facesse altri scempi. Percorro la poca strada che mi separa dal salotto, entro in casa e dò la notizia a Lalaura, vediamo che dice la TV. Tutto vero, l'America è colpita al cuore, l'America è in ginocchio. Seguiamo, come quasi tutto il mondo in grado di farlo, gli sviluppi della cosa, una macchia aerea che sembra un rapace, identificata ormai come il simbolo della tragedia, colpisce la torre sud, sembra finto, un film d'azione con Bruce Willis, il seguito è un loop di immagini mostruose, le torri che collassano, le scene di panico e disperazione per le strade. Abbiamo visto gli Americani mettere mano al mitra ogni volta che qualcuno non è d'accordo, abbiamo sparlato a lungo della pena di morte, del loro identificarsi come polizia mondiale, dell'essere arroganti ed arrivisti, razzisti, presuntuosi. Ora scopriamo che l'America è fatta di carne e sangue come l'Europa, che le loro bombe ora non servono. Magari serviranno dopo, ma ora no. Mi ha dato fastidio l'intervento americano in Iraq, era una prova evidente del prendersi con le buone o le cattive ciò che più serviva e dal momento dell'attentato, quello che stiamo vedendo ora in TV, passerà qualche tempo prima di scoprire che, attraverso una intricata rete di servizi segreti, faccendieri, ambasciate e cose losche varie, il cattivone Bin Laden e gli Stati Uniti, da lui Uniti di più, erano legati a doppio filo. A volte disprezzo il comportamento degli americani, la loro unilateralità. Però non posso dimenticare tutte le cose americane che mi piacciono, i films, il country, i fast food, le Harley Davidson, Simon & Garfunkel e la cocacola (allora? Mi dà in testa la pena di morte, ma mi piace il Mc Donald e piantatela con quelle storie di multinazionalità e di obesità, mi piace e basta. Un Big Mac forse fa meno male dei giapponesi che continuano ad ammazzare le balene e nessuno gli dice niente, le mucche non sono in via di estinzione. Ne riparleremo quando faranno il Double Big Whale, a base di carne di balena). E poi diciamolo chiaro: gli Stati Uniti sono loro, mica l'Europa! A me va bene l'Europa unita, demose 'na mano, che stiamo affondando tutti, ma in America puoi andare da Boston a San Diego, fermarti lungo il viaggio, comprare merendine, affittare una camera di motel, visitare un luna park, ordinare delle patatine fritte, noleggiare un film, leggere un giornale il tutto parlando una sola lingua!!! Non ci pensate a che risparmio di stress? Se mi muovo e vado ad Innsbruck, tanto per dire, io non capisco un cazzo di cosa dicono e scommetto nemmeno loro capiscono me. Non più di un'ora fa ho dovuto dare una cattiva notizia ad un camionista tedesco che sembrava non capire cosa dicessi e solo dopo un quarto d'ora mi sono accorto che invece l'aveva intuito e mi stava mandando a fare in culo deliberatamente. Io credevo cercasse un piazzale dove sganciare la motrice. Per oggi sto con gli Americani, non con quelli che sull'Air Force One decidono chi bombardare e perchè, sto con quelli che si son presi i calcinacci in testa ottanta piani più sotto, con quelli che
non ce l'hanno fatta e con quelli che non ce l'hanno fatta per aiutari gli altri che non ce l'hanno fatta, con tutti quelli che potevano farcela e salvarsi, invece hanno scelto di stare lì, alcuni perchè avevano una divisa e molti perchè dentro quella divisa c'era qualcosa. Non ci credevamo, ma c'è un odio capace di tutto questo, come diceva Newton, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Ora lo sappiamo.
12/09/06
Ground Zero.
Pubblicato da
M@uz
alle
17:49
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