
Ci ho creduto, ma a volte non basta. Pensavo davvero di essere in forma per godermi e suonare l'ultimo concerto della stagione, invece, a dispetto della mia totale inerzia settimanale e delle massicce dosi di pillole del nonno prescritte dalla premurosa guardia medica, ero ancora afflitto da vertigini non indifferenti. Lalaura, che normalmente è refrattaria ai miei "live" si è invece prodigata per accompagnarmi a suonare e per riportarmi a casa al termine delle danze, impedendomi così l'azzardo significativo del dover guidare, seppur per poco. Barcollando, senza troppa convinzione, ci recavamo quindi ad un tiro di schioppo per tenere un concerto nella folcloristica piazza Pinelli in quel di Cuorgnè. La prima impressione rivela un bel palco ed un bell'impianto, un cospicuo numero di posti a sedere per gli eventuali presenti ed una band in gran forma. In realtà si tratta del primo concerto con Luca, lui è molto bravo, ma non ha avuto a disposizione molto tempo per imparare i brani... Diciamo pure che sarà un concerto del tutto improvvisato, in più ci sono io con le mie vertigini e le pastiglie del nonno bene strette in tasca, mi sa che ne vedremo delle belle. Facciamo i suoni, fuori si sente bene, a quanto pare, Simone intanto (figurarsi se non succedeva qualcosa) in rientro da Milano per venire a suonare, rompe la chiave della serratura dell'auto in un autogrill. Uno a zero per l'autogrill, per fortuna un meccanico passa da quelle parti e il bass player è libero di percorrere i chilometri che gli restano prima del concerto, frattanto i suoni del basso li fa Luca. Ne succede sempre una, ma per quante ne succedano vedo che abbiamo sempre un asso nella manica: prima o poi qualcuno si accorgerà che bariamo. Ci involiamo una cena rapidissima consistente in affettati, vino rosso più le onnipresenti rockfrittata e rockinsalata di pasta (ma chi cazzo è Jane Fonda? La scriviamo noi la rockdieta) un saluto a qualche amico intervenuto, un occhiata alla piazza, numerose famiglie, e si sale sul palco, ore dieci ed un quarto. Il primo brano mi lascia rannuvolare l'orizzonte, se tutto il concerto sarà così c'è da piangere. Parlo principalmente per me: non avevo calcolato quanto potesse essere difficile suonare non avendo pieno coordinamento dei propri arti, mi sembra di essere handicappato e forse questo è l'effetto finale, quello che si sente. Il concerto comunque fra alti e bassi prosegue, sento molto bene basso e voci, poco la chitarra, ma va bene così per ora. La gente non partecipa granchè, ma è molto interessata, non se ne va e questo è ottimo, sul palco nessun muso lungo, per il momento, io invece sto sempre peggio. Pensavamo di aver poco materiale, avendo ridotto per cause di forza maggiore il repertorio, invece teniamo due ore ed arriviamo alla fine con un solo bis, la gente c'è ancora. A fine concerto tiriamo le somme, qualcuno incontra gente del pubblico che si complimenta, Luca ha passato l'esame, dobbiamo provare ancora, ma vorremmo che rimanesse. Io non sono soddisfatto di come ho suonato, ma ora un po' di riposo mi farà bene, gli altri sono raggianti, si può andare avanti. Lalaura è rimasta tutto il concerto, dice che abbiamo suonato bene, mi aiuta a caricare l'attrezzatura e mi riporta a casa. Che sia un nuovo capitolo?
05/08/06
04 Agosto 2006 Concerto a Cuorgnè
Pubblicato da
M@uz
alle
20:36
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