
Arrivata finalmente la data fatidica ci incamminiamo per arrivare al locale che ci ospiterà per il concerto di questa sera. Come spesso accade parto da casa già in ritardo, passo a prendere Ada, che festeggia il suo compleanno martedì ed è munita di una torta formato famiglia-numerosa, percorro i venti e qualcosa chilometri che mi separano dal luogo ed arrivo giusto in tempo per vedere gli altri che stanno già iniziando a scaricare l'attrezzatura. Siamo all'esterno del locale, è stato predisposto un rimorchio sul quale saliremo per suonare: lo spazio è angusto e alle nostre spalle sono appoggiate come decorazione una mezza dozzina di piante di granoturco. A seguito delle ultime esperienze concertistiche agresti (vedere posts precedenti, please) decidiamo che ne abbiamo abbastanza della campagna e dei suoi doni, per cui facciamo decollare immediatamente i vegetali. Sistemiamo gli strumenti sul palco (comunque pur se piccolo è coperto molto bene, casomai dovesse piovere e crea un vago senso di intimità) e iniziamo il sound check. Suoniamo al limite della potenza delle casse, non fa bene all'impianto, le spie hanno la lingua di fuori, sono costretto a microfonare la batteria. Ogni volta all'aperto è una tragedia. Proviamo un paio di brani, sembra che si senta tutto bene. Il tempo che ci separa dal concerto lo passiamo cazzeggiando al bancone e fagocitando torta e spumante, poi iniziamo a suonare. Il pubblico non è numeroso, forse non abbiamo fatto una gran pubblicità, però vedo fra gli astanti anche amici che non vedevo da tempo e questo fa sempre piacere. Simone scommette una cena con Andrea dicendo che non avrà mai il coraggio di cantare in mutande; due brani dopo Andrea è dietro al microfono in boxer e a quel punto qualcuno del pubblico, capendo che siamo dei cazzoni, si avvicina. I suoni sul palco sono buoni, anche se fortissimi per via dello spazio ristretto. Terminiamo che è molto tardi, con abbondanti quantità di birra addosso (soprattutto dentro) che mi rendono molto difficile eseguire con perizia gli ultimi brani della scaletta. Il nostro fusto di birra, a proposito, è di fronte al palco e un altro sta aspettando nelle retrovie: come promesso, gli assetati lo avevano a disposizione a costo zero fino ad esaurimento del contenuto, ma non molti ne hanno aprofittato: forse non erano abbastanza assetati o erano solo timidi. Oppure per il solito motivo: siamo in Canavese e la gente sembra si senta colpevole ogni volta che c'è da fare festa. Non abbiamo autorizzato nessuno a bere fino a sentirsi male,
ma la birra era di buona qualità, e totalmente fruibile, eppure, nonostante questo il risultato è stato solo parzialmente quello sperato. Tornando a casa, intorno alle quattro, maturavo la convinzione che una cubista simil-brasiliana con ampia scosciatura e distribuzione gratuita di francobolli da leccare attira più di un fusto di birra con quattro rockettari intorno. Però le cubiste sono più o meno tutte uguali, i rockers invece, se li guardate bene, sono tutti diversi uno dall'altro. E qualcuno è sicuramente più simpatico. Certo! Chiamatemi pure come vi pare, ma preferisco una birra ed un rocker ad un culo di plastica che mi balla davanti. Almeno i primi due sono quasi sempre veri.
31/07/06
29 Luglio 2006 Concerto a Borgofranco
Pubblicato da
M@uz
alle
12:23
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1 commento:
Ma cosa l'è, un campo di granturco transgenico? Chiama Mulder, Scully e il T1000...
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