
Ci abbiamo riprovato: già una settimana fa eravamo in questo locale di Chiaverano (speravamo che il nome del comune fosse di buon auspicio) che ho scoperto essere gestito da vecchi conoscenti, per un concerto. Purtroppo un temporale di quelli che proprio non ci volevano ci ha fatto saltare la serata, per cui, dopo aver consumato una cena di quelle veramente speciali, ci siamo incamminati verso casa con le pive nel sacco. Abbiamo provato a tornarci ieri. Solita prassi appena fuori dal lavoro: velocemente a casa a caricare la strumentazione e poi di corsa sul posto, sperando di non arrivare troppo presto (altrimenti mi annoio) o troppo tardi (altrimenti gli altri Weird Side iniziano a montare l'impianto e non mi lasciano mai abbastanza spazio per la batteria). Distanziati da parecchio tempo l'uno dall'altro arriviamo tutti, anche Simone che con la sua proverbiale fortuna ha tamponato un fuoristrada riducendosi il muso della Panda ai minimi termini e sollevando le ire della proprietaria del fuoristrada stesso, apparentemente pitonessa della più nera nobiltà che non ha esitato a invocare la legge per il risarcimento di n°4 righe sul paraurti. Sorvoliamo. Il locale è veramente pittoresco, però ci accorgiamo di un'incongruenza: non si tratta di una delle solite birrerie casinare dove finiamo spesso e volentieri a suonare, si tratta piuttosto di un ristorante di classe, non enorme, ma dove certo ti aspetteresti di vedere di tutto tranne un gruppo punk-rock. Il proprietario ci indica dove montare gli strumenti, all'aperto e saggiamente un po' distante dai tavolini degli avventori. Preferiremmo suonare sul palchetto apposito, non è buona cosa montare l'attrezzatura su un prato senza nulla sotto, traballa, si sporca e si inumidisce. Accetta a condizione che promettiamo di suonare con dei volumi ragionevoli. Dopo nemmeno troppe discussioni Fabiano accetta, incredibilmente, di suonare ad un livello umano. Proviamo i suoni e ci piazziamo per la cena. Qui è veramente incredibile, la maggior parte dei locali ti liquidano con un panino e una birra, ci siamo abituatissimi. Ma qui e in pochi altri posti ti siedi veramente a tavola, parti dall'antipasto e arrivi al dolce, diventa quasi imbarazzante suonare. Da questo punto di vista siamo ancora ragazzini, magari a Elton John servono aragoste del Pacifico salamoiate con patè di caviale del Volga in guazzetto di moscardini albini, certo a quelli come lui tutto è dovuto, ma quando a noi portano un piatto di spaghetti e una bottiglia di rosso anzichè una porzione di patatine fredde e mummificate, ci sentiamo rockstar col pedigree... Comunque finita la cena iniziamo a suonare, la scaletta è stata ritoccata in funzione della circostanza, meno aggressività e più introspezione. Non ci presentiamo come Weird Side, bensì come "Andrea e i Belli Dentro", che secondo noi è più adatto. Il posto è suggestivo, siamo sotto un salice piangente che ci piange appunto addosso insetti di tutti i tipi, ma è carino. Suoniamo benino, riusciamo anche a divertirci e a sghignazzare abbondantemente, ci riteniamo esonerati dalla pantomima rock, siamo più da pianobar in q
uesta occasione. Un paio d'ore di spettacolo, poi si smonta e si va a casa. Gente? Come sempre poca, quasi finita qui per caso, non credo più di quindici persone. Davvero. Non sappiamo come sia possibile, ma è così. Se qualcuno di voi volesse stare un po' da solo, allontanare gli amici o i parenti, insomma, non aver nessuno intorno, si senta libero di invitarci a suonare. Funziona.
21/07/06
20 Luglio 2006 Concerto a Chiaverano
Pubblicato da
M@uz
alle
18:18
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